Se questo è un uomo…no è solo un padrone!!!

Prelevo dal blog di Rosellina970 questa bellissima lettera ripresa dal numero di ottobre di Nuova Resistenza.

Da Nuova Resistenza, numero 8 di ottobre 2010

Ero tornato da poche ore, l’ho visto, per la prima volta, era alto, bello, forte e odo-rava di olio e lamiera. Per anni l’ho visto alzarsi alle quattro del mattino, salire sulla sua bicicletta e scomparire nella nebbia di Torino, in direzione della Fabbrica. L’ho visto addormentarsi sul divano, distrutto da ore di lavoro e alienato dalla produzione di migliaia di pezzi, tutti uguali, imposti dal cottimo. L’ho visto felice passare il proprio tempo libero con i figli e la moglie. L’ho visto soffrire, quando mi ha detto che il suo stipendio non gli permetteva di farmi frequentare l’università. L’ho visto umiliato, quando gli hanno offerto un aumento di 100 lire per ogni ora di lavoro. L’ho visto distrutto, quando a 53 anni, un manager della Fabbrica gli ha detto che era troppo vecchio per le loro esigenze. Ho visto manager e industriali chiedere di alzare sempre più l’età lavorativa, ho visto economisti incitare alla glo-balizzazione del denaro, ma dimenticare la globalizzazione dei diritti, ho visto di-rettori di giornali affermare che gli operai non esistevano più, ho visto politici chie-dere agli operai di fare sacrifici, per il bene del paese, ho visto sindacalisti dire che la modernità richiede di tornare indietro. Ma mi è mancata l’aria, quando lunedì 26 luglio 2010, su ” La Stampa” di Torino, ho letto l’editoriale del Prof . Mario Dea-glio. Nell’esposizione del professore, i “diritti dei lavoratori” diventano “componenti non monetarie della retribuzione”, la “difesa del posto di lavoro” doveva essere sostituita da una volatile “garanzia della continuità delle occasioni da lavoro”, ma soprattutto il lavoratore, i cui salari erano ormai ridotti al mini-mo, non necessitava più del “tempo libero in cui spendere quei salari”, ma doveva solo pensare a soddisfare le maggiori richieste della controparte, teoria ripetuta dal Prof. Deaglio a Radio 24 tra le 17,30 e la 18,00 di Martedì 27 luglio 2010. Pen-sare che un uomo di cultura, pur con tutte le argomentazioni di cui è capace, arrivi a sostenere che il tempo libero di un operaio non abbia alcun valore, perché non è correlato al denaro, mi ha tolto l’aria. Sono salito sull’auto costruita dagli operai della Mirafiori di Torino. Sono corso a casa dei miei genitori, l’ho visto per l’ennesi-ma volta. Era curvo, la labirintite, causata da milioni di colpi di pressa, lo faceva barcollare, era debole a causa della cardiopatia, era mio padre, operaio al reparto presse, per 35 anni, in cui aveva sacrificato tutto, tranne il tempo libero con la sua famiglia, quello era gratis. Odorava di dignità.

Luca Mazzucco

Per le considerazioni di Rosellina , che peraltro condivido, sul virus berlusconico che ha colpito molte anime belle della sinistra moderata divenuta un esercito di replicanti vi rimando al post

Con le anime morte berlusconizzate non si costruisce una opposizione!

TORBA DI GRAMIGNA

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Published in: on 13 ottobre 2010 at 21:51  Comments (20)  
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20 commentiLascia un commento

  1. L’UNICA RISPOSTA è QUESTA http://www.youtube.com/watch?v=jz0fiUljw8I E QUESTA http://www.youtube.com/watch?v=eqFi8o7d8uY

  2. Ho scritto or ora un commento con allegata poesia ma al momento di invio si è bloccato internet e non so se è partito. Ciao. Antonio. Un abbraccio al tuo papà e tutto il mio rispetto. A.

  3. Io ho visto le stesse cose che hai visto tu solo che mio padre quando gli hanno detto di starsene a casa perchè era troppo vecchio a 55 anni, è morto dopo 1 e mezzo di pensione. Anche lui il tempo libero lo dedicava a noi quando non aveva il mal di testa “della domenica”, casuata dal rilassamento dai turni di lavoro (allora si lavorava anche al sabato). E’ sempre andato a lavorare il bicicletta me lo ricordo era verde sempre la stessa per tutti quegli anni di lavoro, e se la portava in spalla fino al 3 piano del condominio dove abitavamo. Sentire quello che dice Marchionne mi fa rabbrividire, per mio padre per lui per tutte le ore di lavoro perse per difendere i diritti dei lavoratori e poi viene tutto bruciato al vento in un attimo. E nessuno si ribella più stiamo con la stessa bassa a farci martellare, Io sono indignata ma cosa possiamo fare?????

  4. Tutto vero quello che ho letto,ho vissuto in prima persona l’ambiente della fabbrica e vi posso assicurare che se tutti si fossero comportato come i vostri padri la FIAT non sarebbe arrivata a questo.Purtroppo io ho visto gente all’interno dello stabilimento che passava delle ore intere a far niente e l’Azienda non poteva intervenire perche’ il sindacato che aveva un forte potere subito organizzava scioperi con blocchi della produzione.
    Io che ho sempre fatto il mio dovere, come le persone da voi descritte, per 35 anni gia’ allora mi domandavo per quanti anni la FIAT poteva reggere questo.
    Ce semper l’altra faccia ella medaglia io credo che il primo a dispiacersi dei questo e’ il sig MARCHIONNE

  5. Sono arrabbiato e commosso. Arrabbiato con questi sporchi e spocchiosi intellettuali e commosso per le condizioni verso cui vanno tutti i lavoratori del braccio come se la mente non l’avessero. Anche mio padre, muratore, emigrante, contadino non aveva tempo libero. Ma quando aveva qualche domenica libera sembrava respirare di felicità. Qualche domenica. Poi…è morto d’infarto.

  6. Moltissimi di noi hanno vissuto le stesse cose, ma io credo che il punto non sia questo. Oggi tutto i diritti sono diventati un fardello alla competitività! E’ questo il dramma! Le nostre merci devono competere con quelle di chi non rispetta nessuna regola. Ci stiamo rovinando con le nostre stesse mani e l’Asia ci stà mangiando. Io lavoro in una ditta che ha risentito fortemente di questa concorrenza spesso sleale. Dovremmo ringraziare i fautori della globalizzazione perchè hanno aperto i mercati senza parificare i diritti e noi ora ne paghiamo le conseguenze.

  7. Cosa volete farci, anche la scuola è diventata una fabbrica di soldi: corsi PON-POR- IFTS- FSE ed altro.A beneficiarne sono: i lacchè- coloro i quali si assentono senza giustificazione alcuna -i vari coordinatori del c@@@o ecc. ecc. Soldi di tutti noi che vanno ai pochi eletti e non si realizza nulla tranne che tenere i ragazzi vincolati per il benessere dei pochi.

  8. quello che descrivi corrisponde alla mia storia, mio padre prima contadino poi operaio alla Dalmine avevano una dignità… ora bisogna riconquistarla.

  9. bisogna fare come in tunisia o in egitto: tutti a casa i politici magnacci e i loro lacchè ( sindacalisti, giornalisti, economisti da strapazzo ecc. ecc. )occorre fare un ripulisti generale: viva la rivoluzione proletaria!!!

  10. Ragazzi, mio padre, nei sui 66 anni di vita, ne ha lavorati 53: prima come operaio agricolo, poi come operaio (macellaio) poi come piccolo imprenditore (macelleria) poi ancora come operaio. Adesso vive con mia madre con 800 euro al mese di pensione: questo è stato il ringraziamento della società. Il pochissimo tempo che ha avuto a disposizione (non ha mai lavorato meno di 12 ore al giorno, compreso il sabato) lo ha sempre dedicato alla famiglia. Non l’ho MAI sentito lamentarsi. I nostri padri sono delle persone fuori dal comune, fuori dal tempo, completamente fuori dalle logiche dei vari economisti, manager, politici, ecc.: loro non sanno che cosa significa ‘lavorare’. Per noi, figli, sono degli eroi, per loro sono solo oggetti da spremere. Non so se esiste una soluzione su questa terra, ma di sicuro so che in un altra vita giustizia sarà fatta. Per TUTTI. Un abbraccio ai vostri padri e a tutti quelli che hanno lavorato e a quelli che lavorano. E che amano.

  11. PURTROPPO OGNI POPOLO HA I GOVERNANTI CHE SI MERITA! E PER GIUNTA NE E’ CONTENTA IN MAGGIORANZA A CAUSA DEI MEDIOCRI UOMINI DI SINBISTRA CHE RAPPRESENTANO L’ALTERNATIVA ! UN GRAZIE A TUTTI GLI OPERAI CHE CON IL LORO LAVORO CI PERMETTONO ANCORA DI VIVERE !

  12. Ciao, sono Maria. Ho letto le Vs. lettere e condivido che una volta il lavoro era molto stressante per gli operai. Adesso mi sembra che sia tutto cambiato.
    Io lavoro in un ambiente dove gli operai sono coccolati e guadagnano più degli impiegati.
    OGGI comunque non c’è più il dovere di fare (come una volta)- oggi ci sono solo diritti. Questo non è giusto.
    Non ho mai sentito un sindacalista parlare di doveri, solo di diritti. Se le ditte chiudono andiamo tutti a casa, questo non lo dicono mai. Ringraziamo il fatto di poter lavorare e ringraziamo anche Marchionne che non ha spostato gli stabilimenti altrove (riflettere gente, riflettete). Maria

  13. Purtroppo il “potere” ha drogato i popoli, in particolare il proletariato, gli fa credere di essere libero quel tanto che basta, “drogandolo” continuamente a cominciare dalla “distrazione di massa”, con la religione,il pacifismo piccolo borghese, l’illusione di giustizia e libertà; in verità il proletario è solo carne da macello, non conta nulla ma non se ne rende conto a causa della sua ignoranza; la “dittatura borghese ha vinto” pochi sono coloro che sanno come stanno le cose, e tanti di questi pochi sono tenuti alla “catena”. Credo che oggi ci sia solo l’ultima occasione di ribellarsi, i giovani quelli su cui erano poste le speranza, vedo che sono scarse, se non vi ribellate adesso, se non abbattete adesso questo “sistema”, credo non ci sarà più un’altra occasione!

  14. E’ indispensabile la chiaroveggienza sociale amici miei. La globalizzazione è entrata nelle nostre vite, nei nostri muscoli. Non si può, a meno di fare una rivoluzione, non averne a che fare. Bisogna prevedere le mosse che gli avidi squali che detengono il potere faranno.

  15. in gioventù ho visto quello che hai visto tu poi,ho subito quello che ho visto,i miei figli hanno visto quello che hai visto tu.spero che ai miei(futuri)nipoti vada meglio.
    un abbraccio grandissimo a tuo padre da un altro padre e anche se lontano compagno di lavoro.
    ennio

  16. Individui come mario deaglio non meritano di essere chiamati “prof.”. Sono l’ennesima dimostrazione (con i marpionne, gli industriali “padroni”, i “soloni dell’economia globale” a libro paga, i banchieri, i finanzieri (non la GDF!), ecc.) di quanto diceva E. Hemingway già negli anni ’20: “sono maiali, bastardi, mai sazi di denaro e potere; essi sono la vera feccia dell’umanità”.

  17. Oltre a questa ottima riflessione ,aggiungo quanto sia
    vergognoso che passino senza sdegnare frasi , scritte
    dal sindaco Chiamparino, ha lanciato la “Sfida” ai pensionati colpevoli di continuare a vivere e incassare un assegno mensile da morti di fame. A suo dire, ciò comporta un danno ai giovani precari, per colpa di questa situazione non riesce a sistemarsi.(settembre2010) Oppure quando ,rivolto ai giovani (16-12-2010) Nicola Porro ad anno zero, disse che i loro antagonistici erano gli anziani , e nessuno ha proferito verbo ! Sono tuttora mortificato di questo.

  18. Cosa possiamo fare?

    Scendiamo in piazza e iniziamo a fare quello che stanno facendo in Egitto, ecco cosa possiamo fare!

  19. Il lavoro non deve essere l’annullamento fisico
    psichico dell’individuo.
    Molte caste intellettuali sia sindacali che imprenditoriali non hanno un anima.
    Distruggono l’uomo per i propri interessi.
    Ora si vuole equiparare il lavoro italiano
    a quello cinese godendone però dell’ambiente
    locale italiano.
    Tutto questo avviene per distruggere l’individualità
    ,la libertà d’opinione, e la dignità.
    Vogliono farci sembrare numeri utili a seconda dei
    loro comodi.
    Chi paga sono i più deboli.
    Ma si preparano tempi nuovi in cui tali aberrazioni
    non vi saranno più

  20. tutto e stato detto da chi prima di me gia si e espresso sono solidale nelle idee con tutti mi risevo solo su una cosa.
    premetto mai votato berlusconi.
    io credo che lui o gli altri il risultato per chi si alza alla mattina per fare andare le mani e la testa per una media di 1300 euri non cambi perche loro tutti nello stesso pentolone a fine mese lo stipendio i bonus e quantaltro lo prendo ugualmente quindi non anno niente da cambiare.
    per loro e solo un momento per noi figli di questi padri che molto anno dato e in realta una vita .


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