SCIOPERO GENERALE POLITICO CONTINUATO FINO A CHE…

Non voglio continuare a scendere ancora fino ad essere sommerso dal fango e non poter più respirare. E’ questo l’effetto che mi fa il berlusconismo, ho voglia di ricominciare a respirare. Non dipende solo dal berlusca.

Il Berlusconismo si è sommato ad altro vecchio e nuovo sfruttamento, causando un’aria irrespirabile.

Ti dicono che la colpa è tua perchè non lavori abbastanza, perchè non vuoi fare pause più brevi, perchè tuo padre che prende una pensione di 650 euro deve fare altri sacrifici per la collettività, perchè insomma la colpa è dell’occidente opulento che vive soprai suoi mezzi.

A quanto pare io e Marchionne apparteniamo allo stesso occidente opulento, solo che io lavoro sempre di più, con meno diritti e per meno salario, lui guadagna decine di milioni di euro, spesso e volentieri in forme esentasse.

Però ci voglion far credere che siamo nella stessa barca…

Mentre sale la sana rabbia operaia che ti fa lottare, devi però  subire anche l’ignominia di essere governato da un delinquente politico travestito da pagliaccio, che oltre rincoglionirti di stronzate, contribuisce ad affamarti ed ad apparecchiarti un futuro precario da sconfitto. Il pagliaccio inoltre  sta sfasciano la casa dove tutti abitiamo, sta gettando fango e merda su noi tutti, sta creando un nuovo fascismo inj forma lenta e graduale nonchè un buco economico, finanziario e culturale che ci vorranno decenni per riposizionare ogni cosa al suo posto.

Ed ho già una mezza idea su chi sarà prescelto per fare sacrifici. Dopo la caduta del nano.

Intanto siamo qui, con una mano avanti ed una indietro, ad assistere alla nostra fame cedendo in ogni accordo un pezzo della nostra storia, mentre i padroni e le loro cricche si mangiano quel che resta di sociale e collettivo in questo paese.

E mentre  il nano distrugge tutto salvando solo i fatti propri. Brutta sensazione di impotenza.

Ora basta. A costo di scendere in piazza per giorni e giorni e rimetterci altri soldi  voglio che almeno questo stronzo aggiuntivo se ne vada . E subito.

Da tempo c’é una richiesta di Cremaschi ( FIOM) per uno sciopero politico generale finchè il nano non scappa ad Antigua.

La notizia è che ieri anche il resto della CGIL ne ha annunciato uno, di sciopero: “Il Governo sta affossando il Paese, sulla base di questo giudizio” proclamare lo sciopero generale per la Cgil è “una scelta di responsabilita”‘.( Rainews24 )

SCIOPERO GENERALE POLITICO: IN PIAZZA FINCHE’ BERLUSCONI NON SE NE VA

Bologna, 25-02-2011

“Il Governo sta affossando il Paese, sulla base di questo giudizio” proclamare lo sciopero generale per la Cgil è “una scelta di responsabilita”‘. Lo sostiene Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil. Sulla data dello sciopero non si è sbilanciata, lo sciopero si farà “quando servirà a dare il segno che il Governo e il Paese devono cambiare passo”.

Continua qui il post

ED INTANTO IL MOVIMENTO DEI PRECARI non sta a guardare e va VERSO LO SCIOPERO PRECARIO

Non si potrebbe riunire tutti sotto una unica lotta? Si potrebbe e si è fatto anche se con difficoltà.

Rosellina970

In onore di Valerio Verbano. La rana e l’acqua bollente…

A trent’anni dalla scomparsa del compagno Valerio Verbano, voglio ricordarlo anche con questo documentario andanto in onda su RAISTORIA e pubblicato  sul Canale Youtube della FusoElektronique.

Ricostruzione ricavata dalle indagini.

Alle 13,00 del 22 febbraio 1980 tre persone si presentano a casa di Valerio: “Siamo amici di suo figlio e vorremmo parlargli”, dicono alla madre, che apre. Viene subito immobilizzata, e la stessa sorte tocca al padre. Sono armati con pistole munite di silenziatore. Valerio non è ancora tornato da scuola. Alle 13,30 Valerio apre con le sue chiavi la porta di casa ed è subito assalito dai tre, con i quali ha una breve colluttazione, poi viene immobilizzato e ucciso con un colpo alla schiena.

E’ dubbio se fu ucciso “precipitosamente” a causa della sua resistenza, se volessero prima “fargli delle domande”, come accennarono alla madre i tre assassini: queste considerazioni possono avere interesse solo in relazione con quanto vedremo circa le “ragioni” dell’uccisione di Valerio.
Per il resto… la morte di Valerio pesa come una montagna.

L’assassinio di Valerio non fu un una “semplice” conseguenza di uno scontro tra compagni e fascisti, né dell’agguato in strada, come spesso è avvenuto. Abbiamo sempre saputo, al di là delle “verità processuali”, che Valerio fu ucciso per delle ragioni precise… continua qui il dossier sulla morte di Valerio.

“..La parte più interessante è che molti sapevano dell’esistenza del dossier coi documenti raccolti da Valerio, specialmente  un giudice che indagava sull’eversione nera, Mario Amato. La documentazione raccolta da Valerio, sparita prima della sua morte dall’ufficio corpi di reato, sarebbe improvvisamente ricomparsa tra le mani di questo giudice. Amato muore per mano dei NAR il 24 giugno 1980.
Poi c’è la strage del 2 agosto a Bologna. I giudici che indagarono su questo attentato hanno più volte affermato che gli omicidi di Valerio e di Amato sono connessi.! “

E qui si ferma la storia conosciuta.

Nel mio piccolo questo anniversario è solo uno dei tanti ( Walter Rossi, Francesco Lo Russo e tutti gli altri…) che mi fanno nascere innumerevoli domande.

Rammentando l’ambiente di allora, nelle scuole, nelle fabbriche ma anche per strada e nei bar, mi chiedo infatti dove e come abbiamo sbagliato se oggi questi esseri rispuntino fuori dalle fogne,  i nipotini di quei topi neri che costringemmo con la nostra egemonia a nascondersi , appunto, in quei confortevoli siti.

Non so’ dove ho letto la storiella della rana e della pentola d’acqua bollente: durante il fascismo la rana gettandosi nell’acqua bollente, scatta via ustionata e se ne tiene alla larga.

Oggi, negli ultimi vent’anni, la rana è entrata nell’acqua tiepida che pian piano si è riscaldata, mandando la rana in un tiepido torpore che l’ha fatta addormentare al calduccio. Che lentamente è divenuto caldo… non accorgendosi perciò poi in tempo che la sua pelle diventava sempre più rossa e stava bollendo, sempre piano piano.

Così muore la rana , piano piano, bollita.

Vi lascio al contributo di Torba

Rosellina970

Canzoni ispirate al più sano antifascismo militante. Quando potevamo estirpare la mala pianta e non lo abbiamo fatto, per grossa colpa nostra.  Ai voglia a dire che il fascismo si batte  culturalmente, che gli spazi di libertà vadano garantiti a tutti, che se uno è più forte vince argomentando e non vietando, ecc. ecc…

Manco per idea.

Abbiamo visto cosa succede a lasciare questi topi liberi di uscire dalla fogne  ed andare in giro liberamente: si riproducono facilmente e prendono anche il potere. Se avessimo fatto completamente e definitivamente il nostro dovere quando era il tempo ora non ci troveremmo davanti facce di merda come Storace, Gasparri, Brambilla, Mussolini, La Russa, Santanchè, Borghezio, Gentilini, Meloni, Salvini, Calderoli, Alemanno, Buontempo, per non dire lo stesso Berlusconi.

E le centinaia , migliaia dei loro servi per le strade non avrebbero il coraggio di farsi vedere alla luce del sole.

Qualcuno intelligente ed acculturato mi risponda, se ne è capace. 

Torba delle terre della gramigna

Published in: on 21 febbraio 2011 at 19:40  Comments (2)  

La versione comunista dello stato di cose presente

La situazione che è stata creata dalla firma degli accordi Fiat di Mirafiori e di Pomigliano è gravissima. La sottoscrizione di nuove regole fortemente penalizzanti per i lavoratori è solo l’ultima fase di un violento attacco ai diritti di tutti i cittadini che è in atto, nel nostro paese, da ormai molto tempo.
Con gli accordi Fiat viene messo in discussione tutto a partire dal diritto di sciopero e dall’applicazione della democrazia nei luoghi di lavoro. I lavoratori non avranno più la possibilità di eleggere i propri rappresentanti sindacali perché questi verranno nominati “dall’alto” e solo da chi ha firmato l’accordo. I ritmi di lavoro saranno sempre più alti, per chi lavora alla catena di montaggio, verranno diminuite le pause. Ci sarà un consistente aumento del carico di lavoro dal momento che sono stabilite un monte ore consistente (fino a 200 ore) di straordinari che i lavoratori saranno obbligati a fare a discrezione dell’azienda. Viene instaurato un sistema “ergonomico” che non permetterà al lavoratore di muoversi e che aumenterà l’alienazione di chi opera in catena di montaggio. Il diritto al dissenso viene cancellato attraverso sanzioni che possono colpire il singolo lavoratore. Sanzioni che potranno arrivare anche al licenziamento per chi eserciterà il diritto di sciopero.
Il primo giorno di malattia potrà non essere retribuito in base a statistiche, imposte dalla direzione aziendale, che stabiliscono la percentuale di assenteismo ammissibile.
Con l’applicazione di questi accordi i lavoratori non saranno più persone ma verranno trasformati in automi, ingranaggi del ciclo produttivo. In pratica i diritti costituzionali verranno bloccati fuori dai cancelli della fabbrica.
A tutto questo hanno dato il loro contributo FIM-CISL, UILM-UIL, FISMIC, UGL che hanno sottoscritto quegli accordi.

Molti dirigenti del maggiore partito di “opposizione parlamentare”, il PD, si sono schierati apertamente con i padroni della Fiat e hanno criticato duramente la posizione della FIOM perché ha deciso di non firmare gli accordi.
Il tentativo è chiaro, si vuole far pagare tutta la crisi ai lavoratori, si vuole far tornare i rapporti di lavoro a situazioni in vigore oltre 50 anni or sono, si vuole isolare la FIOM e chiunque non sia d’accordo con la restaurazione in atto.
Noi comunisti diamo tutta la nostra solidarietà alla FIOM e sosteniamo la decisione di proclamare uno sciopero generale di 8 ore per il prossimo 28 gennaio. Ma non possiamo rimanere in attesa degli eventi.

Dobbiamo produrli, lavorando dappertutto per ostacolare gli inetenti dei nuiovi padroni dele ferriere.

Torba di Gramigna

Published in: on 17 gennaio 2011 at 19:59  Lascia un commento  
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SIAMO TUTTI BLACK BLOC : Avete creato un nuovo proletariato senza futuro e se si incazza vi deve chiedere il permesso?

A proposito di infiltrati falsi ed inesistenti, i black bloc, ed inflitrati veri ed operanti ( stile Kossiga )…Verso la fine del filmato c’è una sorpresina…Guardate questa finta aggressione impossibile come è servita agli sbirri per riprendersi uno di loro inflitrato nel corteo…dopo un po’ finisce tutto a ridere…

ma torniamo a ieri: mentre per le strade esordiva finalmente il nuovo proletariato del terzo millennio, molto scorbutico ed incazzato, nel palazzo si consumava l’ultimo atto delle manovrine interne al regime fascistoide, vedi il bel post di Rosy su La Conoscenza rende liberi.

Molti sono stupiti dell’esito delle votazioni, io no…del resto:

Se un fascista ricco col fucile incontra un fascista povero con la pistola, quest’ultimo è un uomo morto.

E comunque a noi che cazzo ce ne frega? Ieri si è avuta la fotografia della dissoluzione del governo delle destre e per le strade si è certificata l’esistenza dell’unica opposizione vera, quella sociale che si fa politica.

Le vedove di Fini in queste ore sono inconsolabili. E c’é da capirle, hanno scommesso quasi tutta la loro scarsa credibilità politica sulla riuscita della manovra di palazzo.

Uno dei massimi esponenti del berlusconismo di sinistra, abile distruttore della stessa, Massimo D’Alema, oggi ci dice luttuoso che il PD ha fatto bene a scommettere sul terzo polo e che tanto alla fine sia Casini che Fini sono i polli su cui puntare, altro che quei pericolosi sinistrorsi che vorrebbero l’alternativa.

Il povero amministratore di condominio Bersani è inutile che si sforza di andare in piazza e reclamare un modo diverso di far politica, c’é sempre qualche 5° colonna del nano di Arcore che lo tira per i piedi, come gli zombies nei migliori film.

Insomma un mostro flaccido , questa casta di politicanti , con tante teste di cazzo enormi ma piccoli corpi e gambe tremanti a sorreggerli. Di fronte a questo una enorme energia costruttiva e distruttiva saliva dalle piazze e dalle vie di Roma, proprompete e vitale come solo i fenomeni reali sanno essere.

Ieri per le strade c’era una impressionante sensazione di forza che si moltiplica, un un senso di radicalità che non si vedeva da decenni. Decine di migliaia di precari senza futuro, the dark side of the moon, quelli con il culo al freddo senza alcuna chance di metterlo al caldo per i prossimi decenni, questi sono i terribili black bloc che la stampa di regime vuol dividere dal Resto dei manifestanti pacifisti e pacifici. Mai CAZZATA piu’ manifesta: tutti , sottolineo tutti, volevano arrivare a Montecitorio.

Un movimento che si organizza mentre il nano agonizza: il problema di chi parla dei fenomeni senza conoscerli  è che si astrae dalla realtà e diventa un megafono delle cazzate del regime.Da terzigno ai no tav, dai custodi dell’acqua pubblica ai centri sociali di mezza italia, dagli studenti antigelmini alla Fiom antimarchionne, dai terremotati presi per il culo dal bastardo di Arcore ai black book dell’Università pubblica, dagli immigrati contro la Bossi-Fini ai ricercatori tagliati da Tremonti, dai rimasugli del popolo viola alla federazione della sinistra. Questi erano in piazza ieri, questi hanno sfondato i blocchi messi dalle forze dell’ordine in ogni varco del centro storico, chiudendo la città a tutti anche a pasanti e turisti, per paura.

IL POTERE HA PAURA.

C’ è una generazione intera incazzata e rabbiosa perchè non vede sbocchi, non vede futuro ai sacrifici, non vede speranza all’orizzonte, ed allora si organizza. Organizza la propria rabbia. La differenza fra chi è sempre più povero e chi è sempre piu’ ricco aumenta sempre di più fino a divenire intollerabile,  nel senso di  non poter piu’ essere tollerata. Ora , adesso…non fra qualche mese.

Ed allora davanti all’Hotel de Russie, davanti alle finanziarie, davanti alle mercedes ultimo tipo , davanti ai simboloi piu’ deflagranti di questa differenza io capisco e giustifico chi colpisce con rabbia: non sono ricchi borghesi annoiati, a fare questo,  ma nuovi proletari.

Gli infiltrati , Kossiga docet, invece c’erano eccome ma dall’altra parte: ecco qualche prova visiva sulle stranezze di ieri dalle parti delle forze del disordine

TORBA

Published in: on 15 dicembre 2010 at 18:50  Comments (4)  

Giuseppe Uva chiede giustizia contro lo Stato-Boia

E se tu la credevi vendetta, il fosforo di guardia segnalava la tua urgenza di potere, mentre ti emozionavi nel ruolo più eccitante della legge, quello che non protegge: la parte del boia”.
Era il 1973 quando Fabrizio De André cantava questi versi in una canzone dell’album “Storia di un impiegato”: da allora sono passati quasi quarant’anni, ma l’inclinazione ad esercitare il “ruolo più eccitante della legge”, specie da parte di chi la legge dovrebbe farla rispettare, non sembra essere passata di moda.

Si chiamava Giuseppe Uva. E’ morto nel reparto psichiatrico del pronto soccorso di Varese, dopo una notte passata nella caserma dei Carabinieri che lo avevano fermato per stato di ebbrezza, a causa di un arresto cardiaco provocato dalla combinazione tra l’alcool che aveva in corpo e i farmaci somministratigli dai medici per tenerlo buono. Il cadavere era pieno di lividi sul naso, sul collo, sulla schiena. Aveva il cavallo dei pantaloni inzuppato di sangue. Qualcuno gli aveva tolto le mutande e le aveva fatte sparire. Durante la notte l’amico che era stato fermato con lui, sentendo le urla da un’altra stanza della caserma, aveva provato inutilmente a chiamare un’ambulanza.
E’ una storia di ventuno mesi fa. La storia di un altro dei tanti, troppi Stefano Cucchi a cui capita di subire barbarie intollerabili in uno stato di diritto.
Una storia di cui mi auguro, anzi pretendo, che qualcuno, e presto, verrà chiamato a rispondere.

Varese, 14 giugno 2008. Giuseppe Uva e Alberto Biggiogero vengono fermati in stato di ebbrezza verso le 3 del mattino da una volante dei carabinieri, mentre spostano alcune transenne bloccando l’accesso a una strada. Uno dei due carabinieri riconosce Uva, lo chiama per nome e inizia a inseguirlo mentre questi tenta la fuga. Biggiogero cerca di correre in aiuto di Uva per impedire al carabiniere di colpire l’amico, ma l’altro militare lo immobilizza e gli impedisce di intervenire.

La cronaca potete continuarla a leggere in questo bel post http://baruda.net/2010/03/20/giuseppe-uva-altro-assassinio-per-mano-dello-stato/

Di seguito, la trascrizione della telefonata di Biggiogero e di quella successiva, fatta dal 118 al centralino della caserma.

Biggiogero (a voce bassissima): «Posso avere un’autolettiga qui alla caserma di via Saffi? Praticamente stanno massacrando un ragazzo».

Centralinista 118: «Ma in caserma?»

B
.: «»

C. 118: «Ho capito. Va bene adesso la mando».

Dopo due minuti, Centralinista 118: «Mi hanno richiesto un’ambulanza. Non so mi ha chiamato un signore dicendo di mandare un’ambulanza lì da voi, me lo conferma?»

Centralinista carabinieri: «No, ma chi ha chiamato scusi

C. 118: «Un signore. Mi ha detto che lì stanno massacrando un ragazzo e che voleva un’ambulanza».

C. carabinieri: «un attimo che chiedo… No guardi son due ubriachi che abbiamo qui in caserma, adesso gli tolgono il cellulare. Se abbiamo bisogno ti chiamiamo noi».

Biggiogero, prima che gli venga portato via il cellulare, riesce a chiamare il padre. Dichiarerà, poi, che circa 20 minuti dopo la sua telefonata si è presentato in caserma un uomo che viene indicato come “il dottore”. Nel frattempo arriva anche suo padre che si dice disposto ad accompagnare Uva al pronto soccorso. I carabinieri diranno che non ce n’è bisogno, il medico arrivato è sufficiente.

La testimonianza del comandate di polizia ubicato presso il pronto soccorso dell’ospedale riporta alcune affermazioni estremamente significative. La prima: si è venuti a conoscenza della morte di Uva in ritardo «pur non trattandosi come si evince dall’allegato referto medico di evento “non traumatico”» (si legga: è stato un evento traumatico). La seconda: la salma di Uva giaceva «supina e senza abiti, con la parte ossea iniziale del naso in zona frontale, munita di una vistosa ecchimosi rosso-bluastra, così dicasi per la parte relativa del collo sinistro, le cui ecchimosi proseguivano con discontinuità, su tutta la parete dorsale, lesioni di cui non viene fatta menzione nel verbale medico di accettazione».

Il comandante aggiunge: «che non vi è traccia degli slip del “de cuius” e su chi abbia provveduto alla loro rimozione dal corpo, indumento tra l’altro, neppure consegnato ai parenti (probabilmente perché intrisi di sangue)».

Nel verbale di sequestro degli indumenti viene evidenziato come sui blue jeans del defunto, tra il cavallo e la zona anale, ci sia una «vistosa macchia di liquido rossastro».

Altra prova delle bugie dette sull’incidente e sulla circostanza che si “sarebbe dimenato con forza e non era trattenibile” si è conosciuta di recente:

Sono le 7 e 54 minuti. Giuseppe è in ospedale, morirà nel giro di qualche ora. I carabinieri del radiomobile ridono, si scambiano battute, poi parlano di due ragazzi fermati:

C1: “Paolo era impegnato con Uva Giuseppe, stanotte”

C2: “Si, si…”

C1: “E poi io gli ho portato qua anche il FB. Gliel’ho detto a Mario, non so chi è tra i due… chi è il migliore. Non lo so, Uva…”

C2: “No, no… Uva fisicamente lo puoi tenere, tanto è debole”

C1: “Ah…”

C2: “Il B. era intenibile”

Continua qui con le novità su Stefano Cucchi nel post di Rosellina970

Torba di Gramigna

L’amore per il malaffare e la megalomania legano Berlusconi a Don Gelmini

Ho deciso di postare questo bell’articolo di Crazyhorse 70 da La Conoscenza rende liberi.

Una istruttiva storia di preti e malaffare…giusto per esser più buoni per le feste!

Torba

Continua l’agiografia di regime con i filmati di questi giorni festivi pieni zeppi di effetti speciali in stile istituto luce anni ‘30 e sempre più la RAI e Mediaset sono unite nella cifra culturale e politica di un  coarcervo berlusconico chiamato RAISET.

Poi ci sono un paio di trasmissioni di approfondimento che lasciano spazio alle notizie reali e ospitano anche gli altri, ma dalla mattina alla sera, non solo nei TG, è tutta una passaggiata di berlusconi in papimobile con pubblico finto festante e plaudente.

Quella della papimobile non è ironia ma una previsione a breve ovvero che toglieranno la  Mercedes e gli daranno ( al papi ) la  macchina del papa, quindi  il cerchio del regime  RAISET si chiuderà.

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Roma, 26 dic. – (Ign) – “Berlusconi per me è un amico prima che il capo di governo, la sua non è retorica né opportunismo“. Don Pierino Gelmini ha apprezzato molto  l’intervento telefonico del premier allaComunità Incontro riunita in occasione del Natale. Fra il premier e Don Gelmini c’è una lunga amicizia e ogni anno Berlusconi è solito intervenire agli incontri della comunità. “Quest’anno però, dopo l’aggressione subita a Milano, avevo paura che non sarebbe intervenuto” spiega don Gelmini. E invece il premier ha voluto dimostrare ancora una volta l’affetto che lo lega al fondatore della comunità Incontro. “Io sono amico di Berluscon i – spiega don Pierino – lui mi ha aiuitato davvero molto, grazie a lui abbiamo potuto portare molti aiuti alle popolazioni della Thailandia colpite dallo tsunami del 2004″.

popolazioni della Thailandia colpite dallo tsunami del 2004″.

A Don Gelmini è piaciuto molto il riferimento che Berlusconi ha fatto all’amore “che vince su tutto“. “La sua non è retorica né opportunismo e per me lui è un vero amico, prima che il capo di governo“. Ed aggiunge rivolto al suo amico Silvio : “Io ti voglio bene e vorrei dirti ti amo.

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A Don Pierino, peraltro, gli deve essere piaciuta ancor di più  una valigia di denaro ricevuta da Berlusconi tempo fa con la benedizione del sindaco di Amelia ( centrosinistra) con circa 1 milione di euro con cui ha acquistato 25 etteri terreno.

Vediamo allora come si è sviluppato questo amore tra i due plurinquisiti in odore di beatitudine.

Quel che  a molti non è chiaro è chi sia veramente questo prete accusato di violenza sessuale anche a minori ,  con decine di testi a sfavore.

Non è la prima volta che Don Pierino Gemini ha  dimostrato un certo feeling con le valigie di denaro, come quando in Vietnam  si appropriò di grosse somme appartenenti alla vedova del presidente Diem.

Tutto nacque dal fatto che ebbe dei  guai con la Curia a Roma che lo diffidò  perché amava farsi chiamare  “monsignore» senza esserlo ( vedi delle volte cosa ti combina l’amore per se stessi? ),  e per questo motivo  sparì dalla circolazione.

Si saprà poi che era finito nel cattolicissimo Vietnam del Sud dove era entrato in contatto con l’arcivescovo della cittadina di Hué. Ma la storia finì male: sua eminenza Dihn-Thuc, e anche la signora Nhu, vedova del Presidente Diem, lo denunciarono per appropriazione indebita. Ci fecero i titoloni sui giornali: «Chi è il monsignore che raggirò la vedova di Presidente vietnamita».

Tornando ai suoi inizi, nel 1965 , il sacerdote aveva comprato la splendida tenuta di Caviggiolo con tanto di maniero e riserva di caccia a Barberino del Mugello, sull’Appennino toscano. I giornali dell’epoca raccontano che gli assegni per 200 milioni di lire (del 1965)consegnati alla Società  Idrocarburi per l’acquisto erano scoperti e il tribunale inflisse tre mesi di galera a don Pierino. Tempo dopo fu invece  l’amore per le belle macchine a fregarlo : quando i carabinieri lo arrestarono per la prima volta , era il 13 novembre 1969 , nella sua splendida villa all’Infernetto, alla periferia lussuosa di Roma,   lo scovarono grazie… CONTINUA SU LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

Published in: on 28 dicembre 2009 at 18:59  Comments (5)  
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Prefascismo e stampelle delle borghesia

Ho deciso di pubblicare questo bel post di crazyhorse70 sulla stato delle cose presente

Torba di Garmigna

Ieri ho intravisto una Rosa Bindi psicologicamente un pò sotto scacco  da quel verme di Vespa ed allora ho capito che qualcuno le ha fatto evidenti pressioni : ora una cosa è abbassare i toni altra è dimenticare le ragioni.

La colpa come sempre sta negli abitatori delle terre di mezzo, località secondo me troppo frequentata anche dal nostro Presidente della Repubblica, che lì trova cattiva compagnia.

Molti che si sentono terzi rispetto alla lotta in corso  per  la  democrazia , in queste ore la menano giù contro chi combatte il berlusconismo a testa alta e senza infingimenti.

A proposito di S.B.  sarà meglio che mi spieghi in parole diverse da quelle usate fino ad ora.

Io considero l’attuale situazione politica itailana simile , molto simile a quella successiva alla fine della prima guerra mondiale. Non mi va in questa occasione di spiegare perchè volendo entrare immediatamente in tema con quanto voglio dire.

Quindi a parere di chi scrive, scontando le naturali evidentissime differenze culturali e tecnologiche dovute al trascorrere  non invano di quasi un secolo,  siamo di nuovo in situazione  prefascista.

Certo ora esistono ancora dei contrappesi interni ed esteri che garantiscono la legittimità formale degli atti di governo, ma non più quella sostanziale.

A causa dell’esistenza di questa formale legittimità ancora in piedi,  ogni atto violento contro colui che rappresenta il  33 % degli italiani  – cifra raggiunta scontando anche quelli che non vanno più a votare schifati dal contesto degli ultimi 20 anni – è da condannare come inutile ed esecrabile. Usare violenza oggi è assolutamente illegittimo ed anzi diventa funzionale al pagliaccio insanguinato che, seppur non mangerà torrone tra natale e capodanno, subito dopo tornerà a fare le corna in giro per il mondo in perfetta salute coi suoi amici dittatori comunisti , quelli che solo lui conosce bene ed ama e coi quali fa affari personali gettando disdoro sul nostro paese.

A noi ci piace batterlo in estrema salute, non ci piacciono le facce sanguinolemnte e tristi del vecchio sbattuto dell’altra sera.  Ma non venisse a parlare di odio lui che coi suoi ne sparge in gran quantità tutti i giorni, come molti qui dentro hanno notato e ben spiegato tant’é che non ci torno più sopra.

Ciò chiarito spendendo le parole (poche) che merita  l’accaduto passo ad altro e cioè mi concentro non tanto sugli avversari diretti ma su quelli indiretti, coloro che come tante rane in queste ore stanno gracidando nello stagno della ipocrisia e dei poteri forti – i loro datori di lavoro –  che pare siano finalmente stati “sostenuti” dal viso pallido con la faccia gonfia, il  loro premier.

Visto come di nuovo gracidano in coro, le altre sei sorelle della editoria?

Continua qui l’articolo su la conoscenza rende liberi

Published in: on 16 dicembre 2009 at 00:21  Lascia un commento  

Domani in piazza coi precari per difendere la scuola pubblica

protesta precariatoPubblico questo comunicato stampa dei precari della scuola in risposta sia alle manovre governative volte a dividerli che ai tentativi dei sindacati di regime che vogliono gestirli per sminuirne la spinta e mortificarne le richieste.

C’é inoltre da opporsi all’intolleranza borghese di coprire le ragioni del bisogno con la difesa della libertà di stampa, una stampa che , peraltro,  anche prima di Berlusconi, non dava spazio alle esigenze popolari.

Comunicato-stampa

IL 3 OTTOBRE I PRECARI IN PIAZZA CONTRO IL MASSACRO DELLA SCUOLA

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA da S.M.Maggiore al Ministero PI

Sabato la mobilitazione dei precari/e, diffusa in tutta Italia fin da agosto contro il massacro della scuola pubblica, si esprimerà a Roma con una manifestazione nazionale che si concluderà davanti a quel Ministero che è divenuto pura dependance delle Finanze. Nulla della politica scolastica del governo ha a che fare con un progetto didattico e culturale: portando alle estreme conseguenze la politica di tagli praticata anche dai governi di centrosinistra, Gelmini-Tremonti tagliano circa 60 mila posti di lavoro, scuole, classi ed espellono in massa i precari/e sulla base di sconsiderate esigenze di cassa. Mentre ovunque listruzione è ritenuta bene primario in cui investire sempre più, in Italia la scuola è vista come investimento non produttivo, da tagliare brutalmente.

I precari/e sono oggi la punta più avanzata della ribellione del popolo della scuola a questo massacro: essi/e difendono la qualità di un’istruzione sempre più immiserita e umiliata, dicono NO ai tagli, ai grotteschi contratti di disponibilità, alla legge Aprea, chiedono massicci investimenti nella scuola pubblica e l’assunzione di tutti i precari in quanto risorsa e ricchezza per leducazione pubblica.

In una mobilitazione così rilevante per il futuro della scuola, sconcertano le manovre della cattiva politica dei partiti e sindacati di centrosinistra che, dopo aver praticato, una volta al governo, gli stessi contenuti del berlusconismo, oggi si oppongono a Berlusconi come persona e non come politica, non solo manifestando per la libertà di stampa (mai garantita quando erano al governo) nello stesso giorno, ora e città, ma addirittura sottraendo, con il corteo della Cgil e di tali partiti da P.della Repubblica, gruppi di precari, ad essi legati, dalla mobilitazione verso il Ministero per rimpinguare P.del Popolo. In questo modo, oltretutto, danno argomenti al governo che sostiene che la mobilitazione della scuola è manipolata dai partiti della opposizione parlamentare. Invitiamo dunque tutti i precari/e a rifiutare la subordinazione, a mantenere la propria indipendenza e a partecipare allunico corteo che rappresenterà lautonomia e la piattaforma del movimento, che partirà alle 15 da P.Esquilino/S. Maria Maggiore (lato Via Cavour, a 100 m dalla Staz. Termini) e che attraverso V.Merulana, V.Labicana, Colosseo, Circo Massimo, P.Venezia, Largo Argentina, V.Trastevere raggiungerà il Ministero della Pubblica Istruzione. Alla fine della manifestazione, sulle scale del Ministero, si svolgerà lAssemblea dei precari/e per fare un bilancio del movimento e per proporre le future iniziative di esso.

Torba

Published in: on 2 ottobre 2009 at 16:38  Lascia un commento  
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Se la sinistra non fa la sinistra vince la destra, l’originale ,non la copia nascosta a sinistra

Elezioni, la Germania svolta a destra: crollo storico della Spd, aumenta la sinistra del linke ed i verdi vince la Merkel che governerà coi liberali

operaioin lotta

BERLINOI tedeschi hanno promosso Angela Merkel ma non la Grande Coalizione. Le elezioni politiche di domenica in Germania, contrassegnate dal più basso tasso di affluenza del dopoguerra (ha votato il 72,5%. Nel 2005 era stata del 77,7%, già allora un record negativo. Nel 2002 fu del 79,1%), riconsegnano nelle mani della cancelliera cristiano-democratica (l’Unione Cdu/Csu ottiene il 33,8%) le redini del governo per i prossimi quattro anni, ma promuovono al suo fianco i liberaldemocratici (Fdp) e bocciano, senza pietà, i socialdemocratici (Spd). La coalizione nero-gialla rispecchia esattamente il desiderio di Merkel che, subito dopo il voto, ha dichiarato soddisfatta: «Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo», possiamo governare il Paese «con una solida maggioranza».

FRANA LA SPD – Altrettanto, se non più soddisfatto, il leader Fdp (14,7%), Guido Westerwelle, consapevole della «grande responsabilità» del suo partito, che ottiene il «miglior risultato nella sua storia». I socialdemocratici sono i grandi perdenti di questo voto, mai così in basso dal dopoguerra (attorno al 23%). E lo ammettono subito. Frank-Walter Steinmeier, aspirante cancelliere per la Spd, riconosce «un’amara sconfitta», ma si candida a guidare l’opposizione al Bundestag. Anche gli altri due partiti minori, che restano all’opposizione come nella passata legislatura, guadagnano consensi: tanto la sinistra della Linke che i Verdi ottengono percentuali a due cifre, il 12,5% i primi, il 10,2% i secondi.

( Corriere della Sera.it )

Le elezioni tedesche  hanno dimostrato che mettersi a fare le politiche della destra insieme con la destra – addirittura nella stessa maggioranza di governo –  fa male alla sinistra ed infatti molti hanno deciso di punire l’spd aumentando i consensi alla sua sinistra che raggiunge coi verdi il 22,7 %.Molti altri sono andati a bersi una birra invece che a votare.

Un monito per gli italiani che stanno cominciando ad assistere alle grandi manovre del post berlusconi per un grande centro. Molti sono gli attori pronti ad agitarsi sotto i riflettori sia dentro ( Tremonti, Fini, Bossi, Formigoni ) che fuori dal governo( Cisl,C.L., Casini, Rutelli ed il resto della sagrestia con D’Alema pronto a dare una mano) per raccogliere le spoglie del vecchio rincoglionito malato .

E’ ora che qualcuno svegli  il PD dalla catalessi  – sembrano ipnotizzati da berlusconi – ed il resto della sinistra dalla sindrome della divisione dell’atomo.

Ricordiamoci che a parte l’ipnosi del vecchio caudillo sessuomane, lo stato di apatia e di sconfittismo nasce anche dalle idee che circolano sulla morte delle ideologie e sul partito del buon senso, idee truffaldine che servono solo a giustificare abulie tentennamenti e svendita dei diritti.

Molti nella opposizione  credendo intimamante nella correttezza delle politiche “reaganiane” sui tagli indiscriminati  non sono per nulla dispiaciuti che la destra si porti avanti col  lavoro sporco così da evitare  eventualmente a loro di doverlo fare in un futuro che se continua così prevedo comunque molto lontano.

Riprendiamo la lotta e prendiamo a schiaffi gli ipnotizzati e spieghiamo a chi dubita che dalla crisi se ne esce solo a sinistra, ma quella vera.

Torba

Published in: on 27 settembre 2009 at 22:33  Comments (1)  

La Russa a morire in guerra per “ricostruire la struttura giuridica” mandaci tuo figlio…

soldatiniGiocano con le vite umane come fossero soldatini di plastica su di una tovaglia in una guerra fantasticata da un bambino che fa colazione  …

Ma quei soldatini  – quelli veri – non dovrebbero star lì , per tanti troppi motivi.

Oggi sono caduti altri sei soldatini…

Ma la costituzione che dice all’art. 11? L’Italia ripudia la guerra

Per aggirarla l’han chiamata operazione di pace ma costa migliaia di vittima civili e militari (dal 2004  21 morti solo fra gli italiani) oltre svariati miliardi di euro: non porta democrazia, di Osama Bin Laden e terroristi neanche una traccia, di talebani invece sì . Ed ancor di più di contractors milionari, di società USA con appalti ricchissimi.

Una grande operazione di occupazione militare ed economica strategica per gli USA coperta da stucchevoli  bugie…

In un paese irriducibilmente tribale stanno per tornare al potere i taleban perché così vuole il fantoccio americano Karzai che vince le elezioni coi brogli e alletta i fondamentalisti con leggi contro le donne che permettono lo stupro dei mariti ( fonti ONU) e promuove altri provvedimenti che  obbligano le stesse  a chiedere il permesso al consorte anche per uscire di casa o andare dal medico. E la custodia dei figli va solo a padri e nonni.

Senza una strategia, senza risultati, senza più motivi “nobili” a far da scusa che cazzo ci stiamo a fare: solo per morire?

Ci rispondono ( l’ultimo é La Russa ) che stiamo lì per ” ricostruire la loro struttura giuridica”

La Russa é peggio della imitazione di Fiorello: noi che possiamo insegnargli , il lodo Alfano ?

Meno male che questo governo di ipocriti fascisti é alla frutta ( il cerchio si chiude ) ma tanto pure il governo precedente é altrettanto colpevole…

Quanto valgono gli interessi economici e militari non dichiarati delle multinazionali e degli USA?

Ecco l’elenco dei sei italiani morti :leggeteveli uno per uno, non sono numeri o merce sono uomini, persone che ieri vivevano ed oggi sono spariti, non ci sono più:

Antonio Fortunato, nato a Lagonegro (Pz), classe 1974, in forza al 186° reggimento

il sergente maggiore Roberto Valente, nato a Napoli, classe 1972, in forza al 187° reggimento

il primo caporal maggiore Matteo Mureddu, nato a Oristano, classe 1983, in forza al 186° reggimento

il primo caporal maggiore Giandomenico Pistonami, nato a Orvieto (Pg), classe 1983, in forza al 186° reggimento

il primo caporal maggiore Massimiliano Randino, nato a Pagani (Sa), classe 1977, in forza al 183° reggimento e il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, nato a Glarus (Svizzera), classe 1983, in forza al 186° reggimento.

Torba di Gramigna

Published in: on 17 settembre 2009 at 16:55  Comments (7)  
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