Do you remember antifascismo militante?

Il fascismo è il cane da guardia del potere, è la mano vigliacca che mette le bombe e compie le stragi nelle piazze e nei vagoni dei treni eseguendo l’ordine del padrone. Il fascismo stragista è impunito perchè così lo è anche il suo padrone.

Così è stato negli anni successivi ai primi scioperi  in italia dopo la rivoluzione leninista, quando il potere ha mandato le truppe mussoliniane a schiacciare gli operai ed i contadini che iniziavano a rivendicare i propri diritti ed in cambio il cane da guardia ha avuto 20 anni di dittatura.

Così è stato negli anni ’60 e ’70 quando ha usato l’eroina ed i fascisti per sconfiggere alla fine con la repressione e la complicità del PCI il grande movimento sorto dal ’68.

E così sarà sempre. Loro sono servi del potere per costituzione, direi per statuto.

Sono i nemici del progresso e dei diritti dei lavoratori , come anche degli studenti, futuri e precari salariati se non disoccupati.

Ecco perchè dobbiamo tenere viva la memoria e la forza di resistere ed autodifenderci dai loro attacchi squadristi e vigliacchi.

Ieri alcuni stidenti autorganizzati all’Univeristà di Roma Tre l’hanno fatto.

Stavamo attaccando manifesti intorno alla zona di San Paolo – raccontano i ragazzi dei Movimenti dell’XI municipio – quando ci siamo imbattuti in un gruppo di Casapound e del Blocco studentesco. Ne è nata subito una scaramuccia verbale e poi loro hanno provato ad aggredirci. Forse però non si sono resi conto che davanti avevano dei ragazzi che volevano reagire alle loro costanti pressioni e aggressioni. Per questo ci siamo difesi.
Loro a mezzo stampa dichiarano il contrario ma in realtà sono loro che si muovono in città come squadrist
i”.

Diversa la posizione dei fascisti di Casapound e Blocco Studentesco, gli odierni nomi dei cani da guardia:

Durante un turno di affissione  nostri militanti – spiega il presidente di Casapound Italia Gianluca Iannone – sono stati aggrediti da un gruppo formato da 100 persone. E’ una cosa gravissima che denunciamo. Nel giro di due anni il Blocco e Casa Pound sono stati vittima di attentati.

Tutti sanno che le azioni squadristiche dei fascisti nelle città sono aumentate in maniere esponenziale negli ultimi anni.

Movimenti come la Lega Nord sono fascismi localisti con tutte le caratteristiche dei loro avi, anche la stupidità e l’ignoranza.

Spesso trovano terreno fertile nella indifferenza generale, talvolta trovano persone pronte ad esercitare il diritto all’autodifesa ed in questo caso loro cominciano subito a piangere lacrime amare.

E’ quello che è successo ieri a Roma.

Finchè  spadroneggiano nei quartieri minacciando e pestando tutti coloro che non la pensano come loro –  anzi tutti coloro che appaiono  diveri per il colore della pelle  o per i gusti sessuali  – allora va bene. Ninete da dire: picchiare duro e tutti zitti!

Quando trovano pane per i loro denti e ci sbattono il muso prendendole come a Piazza Navona tempo fa e come ieri, allora fanno subito le vittime per giustificare che le hanno prese e per  far ciò danno i numeri.

“Erano molti più di noi” strillano piangendo…no : erano solo pronti a difendersi e ve le hanno suonate.

Do you remember antifascismo militante?

torba

Published in: on 14 aprile 2010 at 20:46  Lascia un commento  
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Giuseppe Uva chiede giustizia contro lo Stato-Boia

E se tu la credevi vendetta, il fosforo di guardia segnalava la tua urgenza di potere, mentre ti emozionavi nel ruolo più eccitante della legge, quello che non protegge: la parte del boia”.
Era il 1973 quando Fabrizio De André cantava questi versi in una canzone dell’album “Storia di un impiegato”: da allora sono passati quasi quarant’anni, ma l’inclinazione ad esercitare il “ruolo più eccitante della legge”, specie da parte di chi la legge dovrebbe farla rispettare, non sembra essere passata di moda.

Si chiamava Giuseppe Uva. E’ morto nel reparto psichiatrico del pronto soccorso di Varese, dopo una notte passata nella caserma dei Carabinieri che lo avevano fermato per stato di ebbrezza, a causa di un arresto cardiaco provocato dalla combinazione tra l’alcool che aveva in corpo e i farmaci somministratigli dai medici per tenerlo buono. Il cadavere era pieno di lividi sul naso, sul collo, sulla schiena. Aveva il cavallo dei pantaloni inzuppato di sangue. Qualcuno gli aveva tolto le mutande e le aveva fatte sparire. Durante la notte l’amico che era stato fermato con lui, sentendo le urla da un’altra stanza della caserma, aveva provato inutilmente a chiamare un’ambulanza.
E’ una storia di ventuno mesi fa. La storia di un altro dei tanti, troppi Stefano Cucchi a cui capita di subire barbarie intollerabili in uno stato di diritto.
Una storia di cui mi auguro, anzi pretendo, che qualcuno, e presto, verrà chiamato a rispondere.

Varese, 14 giugno 2008. Giuseppe Uva e Alberto Biggiogero vengono fermati in stato di ebbrezza verso le 3 del mattino da una volante dei carabinieri, mentre spostano alcune transenne bloccando l’accesso a una strada. Uno dei due carabinieri riconosce Uva, lo chiama per nome e inizia a inseguirlo mentre questi tenta la fuga. Biggiogero cerca di correre in aiuto di Uva per impedire al carabiniere di colpire l’amico, ma l’altro militare lo immobilizza e gli impedisce di intervenire.

La cronaca potete continuarla a leggere in questo bel post http://baruda.net/2010/03/20/giuseppe-uva-altro-assassinio-per-mano-dello-stato/

Di seguito, la trascrizione della telefonata di Biggiogero e di quella successiva, fatta dal 118 al centralino della caserma.

Biggiogero (a voce bassissima): «Posso avere un’autolettiga qui alla caserma di via Saffi? Praticamente stanno massacrando un ragazzo».

Centralinista 118: «Ma in caserma?»

B
.: «»

C. 118: «Ho capito. Va bene adesso la mando».

Dopo due minuti, Centralinista 118: «Mi hanno richiesto un’ambulanza. Non so mi ha chiamato un signore dicendo di mandare un’ambulanza lì da voi, me lo conferma?»

Centralinista carabinieri: «No, ma chi ha chiamato scusi

C. 118: «Un signore. Mi ha detto che lì stanno massacrando un ragazzo e che voleva un’ambulanza».

C. carabinieri: «un attimo che chiedo… No guardi son due ubriachi che abbiamo qui in caserma, adesso gli tolgono il cellulare. Se abbiamo bisogno ti chiamiamo noi».

Biggiogero, prima che gli venga portato via il cellulare, riesce a chiamare il padre. Dichiarerà, poi, che circa 20 minuti dopo la sua telefonata si è presentato in caserma un uomo che viene indicato come “il dottore”. Nel frattempo arriva anche suo padre che si dice disposto ad accompagnare Uva al pronto soccorso. I carabinieri diranno che non ce n’è bisogno, il medico arrivato è sufficiente.

La testimonianza del comandate di polizia ubicato presso il pronto soccorso dell’ospedale riporta alcune affermazioni estremamente significative. La prima: si è venuti a conoscenza della morte di Uva in ritardo «pur non trattandosi come si evince dall’allegato referto medico di evento “non traumatico”» (si legga: è stato un evento traumatico). La seconda: la salma di Uva giaceva «supina e senza abiti, con la parte ossea iniziale del naso in zona frontale, munita di una vistosa ecchimosi rosso-bluastra, così dicasi per la parte relativa del collo sinistro, le cui ecchimosi proseguivano con discontinuità, su tutta la parete dorsale, lesioni di cui non viene fatta menzione nel verbale medico di accettazione».

Il comandante aggiunge: «che non vi è traccia degli slip del “de cuius” e su chi abbia provveduto alla loro rimozione dal corpo, indumento tra l’altro, neppure consegnato ai parenti (probabilmente perché intrisi di sangue)».

Nel verbale di sequestro degli indumenti viene evidenziato come sui blue jeans del defunto, tra il cavallo e la zona anale, ci sia una «vistosa macchia di liquido rossastro».

Altra prova delle bugie dette sull’incidente e sulla circostanza che si “sarebbe dimenato con forza e non era trattenibile” si è conosciuta di recente:

Sono le 7 e 54 minuti. Giuseppe è in ospedale, morirà nel giro di qualche ora. I carabinieri del radiomobile ridono, si scambiano battute, poi parlano di due ragazzi fermati:

C1: “Paolo era impegnato con Uva Giuseppe, stanotte”

C2: “Si, si…”

C1: “E poi io gli ho portato qua anche il FB. Gliel’ho detto a Mario, non so chi è tra i due… chi è il migliore. Non lo so, Uva…”

C2: “No, no… Uva fisicamente lo puoi tenere, tanto è debole”

C1: “Ah…”

C2: “Il B. era intenibile”

Continua qui con le novità su Stefano Cucchi nel post di Rosellina970

Torba di Gramigna

I giorni della merla

Riprendo questo bel post di crazyhorse70 dal blog La Conscenza rende liberi ed invito tutti a partecipare alle menaifestazioni del popolo viola in ogni città d’Italia oggi pomeriggio per difendere la nostra costituzione e chiedere le dimissioni di Berlusconi.

I cosiddetti giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di gennaio, ovvero il 29, 30 e 31; sono considerati i giorni più freddi dell’inverno.

Il nome deriverebbe da una leggenda secondo la quale, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri.

Sono i giorni della merla fa tanto freddo dappertutto e sono un pò meno ottimista del solito.

Ci hanno cacciato tutti i bisonti, noi ne uccidevamo quel che serviva per le necessità, questi si divertono a farli fuori tutti come per uno sport.

Ci fanno firmare trattati di pace che il giorno dopo  non valgono più, i visi pallidi sono come cavallette dappertutto ed io devo smontare i miei tepee ed andare a svernare con la mia tribù in posti dove esista ancora la possibilità di cacciare qualcosa per far mangiare la mia gente.

Sento il fiato del potere dei bianchi sul mio collo, ne fai fuori a decine e centinaia li sostituiscono.

Oggi mi gira male. Sarà stata la vista dell’esercito dei berlusconidi uniti e massicci per il capo che ogni giorno serrano le fila, se manca o ha dei dubbi il soldatino anziano ( vedi  Pecorella sul processo interruptus ) subito qualcun altro lo sostituisce ubbidiente. Una unità di intenti che neanche nei migliori eserciti, solo denaro e potere tengono così uniti.

Tutto uguale, stesse notizie finte, stessi 5 tg 5 di Raiset schierati a non dir nulla della disoccupazione vera  e della realtà ( la sentenza della cassazione sulla legittimità dell’arresto al sottosegretario Cosentino è stata silenziata da RAISET, bankitalia ha appena sputtanato Tremonti sul numero vero di disoccupati, 2 milioni,   sui poveri in aumento, la notizia delle centrali nucleari già decise ed i cui nomi non vengono pubblicizzati prima delle elezioni regionali, passa in cavalleria come acqua che non lasci traccia…)

Ci sono ben 3 procedimenti legislativi 3 aperti in parlamento che riguardano esclusivamente il premier  ( se qualche deputato se lo fosse scordato ci ha appena pensato il piduista Cicchitto a rammentarglielo )   mentre palazzine di poveri crollano in Sicilia, costruite con la sabbia dei suoi amici mafiosi a cui sta per regalare miliardi del ponte.

Voci flebili, disunite , rissose all’interno della sinistra, stridule macchiette di un tempo che fu non spaventano più nessuno, non convincono neanche loro stessi.

Le uniche novità ( Vendola,  Bonino ) sono personaggi della periferia che hanno dato buona prova di sè  ma sono candidati quasi a forza da un apparato di potere sclerotico: il pd è debole nel pensiero e nella azione , gli è rimasto solo l ‘ apparato elefantiaco e tardivo di un tempo, senza il contenuto di quel tempo.

Fa freddo in Italia nei giorni della merla ed anche il compagno ho-chi-FINI…

continua su La Conoscenza rende liberi

Torba

Published in: on 30 gennaio 2010 at 11:21  Lascia un commento  
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L’amore per il malaffare e la megalomania legano Berlusconi a Don Gelmini

Ho deciso di postare questo bell’articolo di Crazyhorse 70 da La Conoscenza rende liberi.

Una istruttiva storia di preti e malaffare…giusto per esser più buoni per le feste!

Torba

Continua l’agiografia di regime con i filmati di questi giorni festivi pieni zeppi di effetti speciali in stile istituto luce anni ‘30 e sempre più la RAI e Mediaset sono unite nella cifra culturale e politica di un  coarcervo berlusconico chiamato RAISET.

Poi ci sono un paio di trasmissioni di approfondimento che lasciano spazio alle notizie reali e ospitano anche gli altri, ma dalla mattina alla sera, non solo nei TG, è tutta una passaggiata di berlusconi in papimobile con pubblico finto festante e plaudente.

Quella della papimobile non è ironia ma una previsione a breve ovvero che toglieranno la  Mercedes e gli daranno ( al papi ) la  macchina del papa, quindi  il cerchio del regime  RAISET si chiuderà.

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Roma, 26 dic. – (Ign) – “Berlusconi per me è un amico prima che il capo di governo, la sua non è retorica né opportunismo“. Don Pierino Gelmini ha apprezzato molto  l’intervento telefonico del premier allaComunità Incontro riunita in occasione del Natale. Fra il premier e Don Gelmini c’è una lunga amicizia e ogni anno Berlusconi è solito intervenire agli incontri della comunità. “Quest’anno però, dopo l’aggressione subita a Milano, avevo paura che non sarebbe intervenuto” spiega don Gelmini. E invece il premier ha voluto dimostrare ancora una volta l’affetto che lo lega al fondatore della comunità Incontro. “Io sono amico di Berluscon i – spiega don Pierino – lui mi ha aiuitato davvero molto, grazie a lui abbiamo potuto portare molti aiuti alle popolazioni della Thailandia colpite dallo tsunami del 2004″.

popolazioni della Thailandia colpite dallo tsunami del 2004″.

A Don Gelmini è piaciuto molto il riferimento che Berlusconi ha fatto all’amore “che vince su tutto“. “La sua non è retorica né opportunismo e per me lui è un vero amico, prima che il capo di governo“. Ed aggiunge rivolto al suo amico Silvio : “Io ti voglio bene e vorrei dirti ti amo.

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A Don Pierino, peraltro, gli deve essere piaciuta ancor di più  una valigia di denaro ricevuta da Berlusconi tempo fa con la benedizione del sindaco di Amelia ( centrosinistra) con circa 1 milione di euro con cui ha acquistato 25 etteri terreno.

Vediamo allora come si è sviluppato questo amore tra i due plurinquisiti in odore di beatitudine.

Quel che  a molti non è chiaro è chi sia veramente questo prete accusato di violenza sessuale anche a minori ,  con decine di testi a sfavore.

Non è la prima volta che Don Pierino Gemini ha  dimostrato un certo feeling con le valigie di denaro, come quando in Vietnam  si appropriò di grosse somme appartenenti alla vedova del presidente Diem.

Tutto nacque dal fatto che ebbe dei  guai con la Curia a Roma che lo diffidò  perché amava farsi chiamare  “monsignore» senza esserlo ( vedi delle volte cosa ti combina l’amore per se stessi? ),  e per questo motivo  sparì dalla circolazione.

Si saprà poi che era finito nel cattolicissimo Vietnam del Sud dove era entrato in contatto con l’arcivescovo della cittadina di Hué. Ma la storia finì male: sua eminenza Dihn-Thuc, e anche la signora Nhu, vedova del Presidente Diem, lo denunciarono per appropriazione indebita. Ci fecero i titoloni sui giornali: «Chi è il monsignore che raggirò la vedova di Presidente vietnamita».

Tornando ai suoi inizi, nel 1965 , il sacerdote aveva comprato la splendida tenuta di Caviggiolo con tanto di maniero e riserva di caccia a Barberino del Mugello, sull’Appennino toscano. I giornali dell’epoca raccontano che gli assegni per 200 milioni di lire (del 1965)consegnati alla Società  Idrocarburi per l’acquisto erano scoperti e il tribunale inflisse tre mesi di galera a don Pierino. Tempo dopo fu invece  l’amore per le belle macchine a fregarlo : quando i carabinieri lo arrestarono per la prima volta , era il 13 novembre 1969 , nella sua splendida villa all’Infernetto, alla periferia lussuosa di Roma,   lo scovarono grazie… CONTINUA SU LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

Published in: on 28 dicembre 2009 at 18:59  Comments (5)  
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Prefascismo e stampelle delle borghesia

Ho deciso di pubblicare questo bel post di crazyhorse70 sulla stato delle cose presente

Torba di Garmigna

Ieri ho intravisto una Rosa Bindi psicologicamente un pò sotto scacco  da quel verme di Vespa ed allora ho capito che qualcuno le ha fatto evidenti pressioni : ora una cosa è abbassare i toni altra è dimenticare le ragioni.

La colpa come sempre sta negli abitatori delle terre di mezzo, località secondo me troppo frequentata anche dal nostro Presidente della Repubblica, che lì trova cattiva compagnia.

Molti che si sentono terzi rispetto alla lotta in corso  per  la  democrazia , in queste ore la menano giù contro chi combatte il berlusconismo a testa alta e senza infingimenti.

A proposito di S.B.  sarà meglio che mi spieghi in parole diverse da quelle usate fino ad ora.

Io considero l’attuale situazione politica itailana simile , molto simile a quella successiva alla fine della prima guerra mondiale. Non mi va in questa occasione di spiegare perchè volendo entrare immediatamente in tema con quanto voglio dire.

Quindi a parere di chi scrive, scontando le naturali evidentissime differenze culturali e tecnologiche dovute al trascorrere  non invano di quasi un secolo,  siamo di nuovo in situazione  prefascista.

Certo ora esistono ancora dei contrappesi interni ed esteri che garantiscono la legittimità formale degli atti di governo, ma non più quella sostanziale.

A causa dell’esistenza di questa formale legittimità ancora in piedi,  ogni atto violento contro colui che rappresenta il  33 % degli italiani  – cifra raggiunta scontando anche quelli che non vanno più a votare schifati dal contesto degli ultimi 20 anni – è da condannare come inutile ed esecrabile. Usare violenza oggi è assolutamente illegittimo ed anzi diventa funzionale al pagliaccio insanguinato che, seppur non mangerà torrone tra natale e capodanno, subito dopo tornerà a fare le corna in giro per il mondo in perfetta salute coi suoi amici dittatori comunisti , quelli che solo lui conosce bene ed ama e coi quali fa affari personali gettando disdoro sul nostro paese.

A noi ci piace batterlo in estrema salute, non ci piacciono le facce sanguinolemnte e tristi del vecchio sbattuto dell’altra sera.  Ma non venisse a parlare di odio lui che coi suoi ne sparge in gran quantità tutti i giorni, come molti qui dentro hanno notato e ben spiegato tant’é che non ci torno più sopra.

Ciò chiarito spendendo le parole (poche) che merita  l’accaduto passo ad altro e cioè mi concentro non tanto sugli avversari diretti ma su quelli indiretti, coloro che come tante rane in queste ore stanno gracidando nello stagno della ipocrisia e dei poteri forti – i loro datori di lavoro –  che pare siano finalmente stati “sostenuti” dal viso pallido con la faccia gonfia, il  loro premier.

Visto come di nuovo gracidano in coro, le altre sei sorelle della editoria?

Continua qui l’articolo su la conoscenza rende liberi

Published in: on 16 dicembre 2009 at 00:21  Lascia un commento  

Questo blog aderisce al “No Berlusconi Day” ( Roma – 5 dicembre 2009 )

Il comitato “No Berlusconi Day”, nato su Facebook per iniziativa di un gruppo di blogger democratici, indice per il prossimo 5 dicembre, a Roma, una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

banner silvia

ILTESTO DELL’APPELLO
A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera ce definisce la nostra “una dittatura”- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell’ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento.

Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell’Utri.

Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte.

Per aderire alla manifestazione, comunicare o proporre iniziative locali e nazionali di sostegno o contattare il comitato potete scrivere all’indirizzo e-mail:

nobdaysupporto@gmail.com

Published in: on 12 novembre 2009 at 16:17  Lascia un commento  
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Stefano Cucchi torturato ed ucciso dalle nere forze del disordine

Riprendo questo post di Bertoldino dal blog La Conoscenza rende liberi e spero che molta gente lo legga e lo faccia girare. Non si può morire così nel 2009 e poi sentirsi dire che sei “caduto dalle scale” come ha fatto il ministro Alfano.

Questa è la foto di Stefano Cucchi vivo e vegeto quando era ancora di questo mondo, prima di stirare i piedi per colpa  degli sbirri fascisCUCCHIti che l’hanno interrogato torturato ed ucciso per qualche canna.

Chi vuole può andarsi a vedere le foto del suo cadavere ( vedi link più sotto ) .  E basterà per capire . Tutto.

Fra i motivi per cui io odio Berlusconi, forse il motivo più grande, c’è la costante progressiva fascistizzazione dell’italia.

Ogni mese da una decina d’anni con frequenza progressiva accadono centinaia di episodi di razzismo , di aggressioni impunite, di sempre maggior spazio alla mentalità fascista.

Anche fra le forze del disordine sembra esserci stato, dopo i fatti di Genova con cui la sbirraglia più retriva si presentò al nuovo governo di allora ( con Fini in prefettura a dare indicazioni, lo stesso Fini  che oggi fa il sensibile democratico ), un progressivo uscir fuori senza remore dell’anima nera schifosa e repressa, ma neanche tanto, nei decenni precedenti.

Già perchè non è  che prima le cose in quegli ambienti fossero molto diverse, ma certo da quei giorni di Genova in poi vi  fu una escalation di fatti , dichiarazioni, leggi ed altro che legittimarono certi comportamenti criminali delle camice nere,  anche quelle in divisa.

Così che la storiaccia che riprendo qui sotto non è neanche la prima e non sarà purtroppo l’ultima della serie  degli omicidi di stato.

E’ una brutta storia  che racconta anche dell’atteggiamento infame e vile di tutta la stampa di regime, che ha tenuto nascosta la notizia per diversi giorni, perchè dava fastidio al governo ed era  poco interessante per l’opposizione  moderata, l’unica presente anche nei media oltre che nel parlamento.

Stefano Cucchi, fermato dai Carabinieri di Roma per il possesso di pochi grammi di marijuana è  morto in circostanze misteriose dopo l’interrogatorio, da solo come un cane e senza aver potuto incontrare neanche i suoi genitori, con la faccia tumefatta, qualche  vertebra rotta e la mandibola frantumata.

Continua qui il post di Betoldino con le foto del cadavere messe a disposizione dalla famiglia. Chi vuole  – non è un bello spettacolo – può confrontarle con quella qui sopra e non avrà bisogno d’altro per capire…

TORBA

Published in: on 30 ottobre 2009 at 13:06  Comments (10)  
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Dai lavoratori della scuola e dei trasporti due milioni di no al governo delle destre liberiste

cortei_rabbia(ANSA) – ROMA, 23 OTT – Cobas, Rdb e Sdl  hanno promosso stamani un grande sciopero generale per ottenere il blocco dei licenziamenti e il ritiro della riforma Brunetta sulla pubblica amministrazione.

Sono stati circa due milioni, in base alle prime stime diffuse dal Patto di base, i lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia. ‘Molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi, pesanti i disagi nei trasporti, nonostante il naufragato tentativo di Matteoli di impedire lo sciopero nel settore‘, si legge in una nota congiunta. Secondo i sindacati, e’ stata impedita di fatto la partecipazione al corteo del trasporto aereo.

Difatti con l’ordinanza n.163T il Ministro Matteoli ha imposto ai lavoratori del Trasporto Aereo la riduzione a sole 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00 del 23 ottobre prossimo, dello Sciopero Generale di 24 ore proclamato per tutte le categorie pubbliche e private dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas).

Mentre anche Tremonti si converte allo stato sociale, dopo che il governo ha fatto di tutto per smantellarlo, e riscopre  l’importanza del posto fisso, la crisi economica vera, quella industriale si fa sentire con l’aumento della disoccupazione e con le previsioni di un ritorno alla “normalità” molto lunghe nel tempo : si parla del 2016-17.

Il governo si sottrae alle responsabilità non facendo assolutamente nulla per l’occupazione, secondo le linee guida liberiste ormai sconfitte dappertutto, non tagliando le tasse sul lavoro e regalando miliardi agli evasori ed alla criminalità con lo scudo fiscale.

Tagli allo stato sociale anche nella istruzione e nella ricerca mentre preannuncia altri regali alle imprese con il taglio dell’IRAP.

Quindi ci aspettano anni di crisi nera e sarebbe già un buon risultato se almeno una parte della sinistra cominciasse a capire  che il vero volto becero e classista di questo governo  è quello delle politiche antipopolari ed antisociali…

Intanto i media come al solito non danno motizia delle lotte sociali  che avvengono ormai quasi quotidianamente in tutta italia ( vedi qui a tale riguardo ) la necessità di una controinformazione che superi il silenzio di tutta la editoria di regime si fa sempre più forte e pressante.

Torba di Gramigna

Che Guevara una vita tante rivoluzioni

cheutlimoIn questi giorni ricorre l’anniversario della morte di uno dei più grandi uomini della storia. Nel primo pomeriggio del 9 ottobre di 42 anni fa , a  La Higuera, in Bolivia, venne assassinato Ernesto Guevara de la Serna. L’ultimo atto della disperata impresa boliviana, l’ultimo a cadere tra i guerriglieri, ammazzato come un cane da un sergente ubriacatosi per trovare il coraggio di uccidere il Comandante.

Per ricordare il Comandante ed onorarne la memoria penso sia buona cosa pubblicarne l’ultima lettera a Fidel Castro

L’ultima lettera del Che a Fidel

Fidel,
in questa ora mi ricordo di molte cose, di quando ti ho conosciuto in casa di Maria Antonia, di quando mi hai proposto di venire, di tutta la tensione dei preparativi.
Un giorno passarono a domandare chi si doveva avvisare in caso di morte, e la possibilit� reale del fatto ci colp� tutti. Poi sapemmo che era proprio cos�, che in una rivoluzione, se � vera, si vince o si muore, e molti compagni sono rimasti lungo il cammino verso la vittoria.
Oggi tutto ha un tono meno drammatico, perch� siamo pi� maturi, ma il fatto si ripete. Sento che ho compiuto la parte del mio dovere che mi legava alla rivoluzione cubana nel suo territorio e mi congedo da te, dai compagni, dal tuo popolo, che ormai � il mio.
Faccio formale rinuncia ai miei incarichi nella direzione del partito, al mio posto di ministro, al mio grado di comandante, alla mia condizione di cubano. Niente di giuridico mi lega a Cuba; solo rapporti di altro tipo che non si possono spezzare come le nomine. Se faccio un bilancio della mia vita, credo di poter dire che ho lavorato con sufficiente rettitudine e abnegazione a consolidare la vittoria della rivoluzione.
Il mio unico errore di una certa gravit� � stato quello di non aver avuto fiducia in te fin dai primi momenti della Sierra Maestra e di non aver compreso con sufficiente rapidit� le tue qualit� di dirigente e di rivoluzionario.
Ho vissuto giorni magnifici e al tuo fianco ho sentito l’orgoglio di appartenere al nostro popolo nei giorni luminosi e tristi della crisi dei Caraibi.
Poche volte uno statista ha brillato di una luce pi� alta che in quei giorni; mi inorgoglisce anche il pensiero di averti seguito senza esitazioni, identificandomi con la tua maniera di pensare e di vedere e di valutare i pericoli e i princ�pi.
Altre sierras nel mondo reclamano il contributo delle mie modeste forze. Io posso fare quello che a te � negato per le responsabilit� che hai alla testa di Cuba, ed � arrivata l’ora di separarci.
Lo faccio con un misto di allegria e di dolore; lascio qui gli esseri che amo, e lascio un popolo che mi ha accettato come figlio; tutto ci� rinascer� nel mio spirito; sui nuovi campi di battaglia porter� la fede che mi hai inculcato, lo spirito rivoluzionario del mio popolo, la sensazione di compiere il pi� sacro dei doveri: lottare contro l’imperialismo dovunque esso sia; questo riconforta e guarisce in abbondanza di qualunque lacerazione.
Ripeto ancora una volta che libero Cuba da qualsiasi responsabilit� tranne da quella che emaner� dal suo esempio; se l’ora definitiva arriver� per me sotto un altro cielo, il mio ultimo pensiero sar� per questo popolo e in modo speciale per te; ti ringrazio per i tuoi insegnamenti e per il tuo esempio a cui cercher� di essere fedele fino alle ultime conseguenze delle mie azioni; mi sono sempre identificato con la politica estera della nostra rivoluzione e continuo a farlo; dovunque andr� sentir� la responsabilit� di essere un rivoluzionario cubano e come tale agir�; non lascio a mia moglie e ai miei figli niente di materiale, ma questo non � per me ragione di pena: mi rallegro che sia cos�; non chiedo niente per loro perch� lo stato gli dar� il necessario per vivere e per educarsi.
Avrei molte cose da dire a te e al nostro popolo, ma sento che le parole non sono necessarie e che non possono esprimere quello che io vorrei dire; non vale la pena di consumare altri fogli.
Fino alla vittoria sempre. Patria o Morte!
Ti abbraccio con grande fervore rivoluzionario

che

Questo è invece il video che gli Intillimani dedicarono al dott. de la Serna

Hasta Siempre comandante il tuo esempio è il nostro imperativo di vita e di lotta.

Torba di Gramigna

Published in: on 12 ottobre 2009 at 08:53  Lascia un commento  
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Domani in piazza coi precari per difendere la scuola pubblica

protesta precariatoPubblico questo comunicato stampa dei precari della scuola in risposta sia alle manovre governative volte a dividerli che ai tentativi dei sindacati di regime che vogliono gestirli per sminuirne la spinta e mortificarne le richieste.

C’é inoltre da opporsi all’intolleranza borghese di coprire le ragioni del bisogno con la difesa della libertà di stampa, una stampa che , peraltro,  anche prima di Berlusconi, non dava spazio alle esigenze popolari.

Comunicato-stampa

IL 3 OTTOBRE I PRECARI IN PIAZZA CONTRO IL MASSACRO DELLA SCUOLA

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA da S.M.Maggiore al Ministero PI

Sabato la mobilitazione dei precari/e, diffusa in tutta Italia fin da agosto contro il massacro della scuola pubblica, si esprimerà a Roma con una manifestazione nazionale che si concluderà davanti a quel Ministero che è divenuto pura dependance delle Finanze. Nulla della politica scolastica del governo ha a che fare con un progetto didattico e culturale: portando alle estreme conseguenze la politica di tagli praticata anche dai governi di centrosinistra, Gelmini-Tremonti tagliano circa 60 mila posti di lavoro, scuole, classi ed espellono in massa i precari/e sulla base di sconsiderate esigenze di cassa. Mentre ovunque listruzione è ritenuta bene primario in cui investire sempre più, in Italia la scuola è vista come investimento non produttivo, da tagliare brutalmente.

I precari/e sono oggi la punta più avanzata della ribellione del popolo della scuola a questo massacro: essi/e difendono la qualità di un’istruzione sempre più immiserita e umiliata, dicono NO ai tagli, ai grotteschi contratti di disponibilità, alla legge Aprea, chiedono massicci investimenti nella scuola pubblica e l’assunzione di tutti i precari in quanto risorsa e ricchezza per leducazione pubblica.

In una mobilitazione così rilevante per il futuro della scuola, sconcertano le manovre della cattiva politica dei partiti e sindacati di centrosinistra che, dopo aver praticato, una volta al governo, gli stessi contenuti del berlusconismo, oggi si oppongono a Berlusconi come persona e non come politica, non solo manifestando per la libertà di stampa (mai garantita quando erano al governo) nello stesso giorno, ora e città, ma addirittura sottraendo, con il corteo della Cgil e di tali partiti da P.della Repubblica, gruppi di precari, ad essi legati, dalla mobilitazione verso il Ministero per rimpinguare P.del Popolo. In questo modo, oltretutto, danno argomenti al governo che sostiene che la mobilitazione della scuola è manipolata dai partiti della opposizione parlamentare. Invitiamo dunque tutti i precari/e a rifiutare la subordinazione, a mantenere la propria indipendenza e a partecipare allunico corteo che rappresenterà lautonomia e la piattaforma del movimento, che partirà alle 15 da P.Esquilino/S. Maria Maggiore (lato Via Cavour, a 100 m dalla Staz. Termini) e che attraverso V.Merulana, V.Labicana, Colosseo, Circo Massimo, P.Venezia, Largo Argentina, V.Trastevere raggiungerà il Ministero della Pubblica Istruzione. Alla fine della manifestazione, sulle scale del Ministero, si svolgerà lAssemblea dei precari/e per fare un bilancio del movimento e per proporre le future iniziative di esso.

Torba

Published in: on 2 ottobre 2009 at 16:38  Lascia un commento  
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