Deflagrano le contraddizioni mafia – politica nella destra: il governo è ormai in scadenza come uno Yogurt…

Ricevo da Alfonso un bel post sull’attuale situazione politica e lo pubblico volentieri.

Torba

Caos nella maggioranza: i finiani ( oggi Granata) in appoggio ai ragionamenti di Pisanu, ministro dell’interno e antico sodale di berlusconi, che sempre oggi ha smentito la sentenza e ricacciato in gola le urla di soddisfazione dei Capezzones, contenti( ? ) per i soli 7 anni di reclusione affibbiati a Dell’Utri.

Pisanu ha infatti ribadito che una trattativa Mafia -Politica ci fu eccome nel 1992-1993, mandando in bestia Berlusconi ed i suoi.

Ieri anche i giovani del PDL avevano fatto soffrire il nostro Al Cafone, dichiarando che i condannati per mafia andavano espulsi dal partito e che i loro eroi erano Falcomne e Borsellino, non il mafioso Mangano.

(AGI) – Roma, 30 giu. – “Oggi e’ stata una giornata importante in Commissione Parlamentare Antimafia,grazie alla relazione di Beppe Pisanu, il presidente ha infatti rilanciato con sapiente tempistica e profondita’ di analisi, la tesi che le stragi del 92 non sono solo di mafia ma coinvolgono mandanti dotati di strategia politica e che le stesse coinvolgono settori deviati dello Stato”. Lo dice Fabio Granata, vice presidente della commissione antimafia, che torna sul ‘caso Dell’Utri’ sostenendo che “chi, in Parlamento rappresenta il popolo italiano e vuole esserne degno non definisca mai piu’ eroe un volgare e sanguinario capomafia”. “Importante e straordinaria la documentata ipotesi della trattativa – aggiunge – anche alla luce della revoca di centinaia di misure di 41 bis nei confronti dei vertici di Cosa Nostra in concomitanza con la cattura di Riina e con la fine della strategia stragista – prosegue il parlamentare del PDL – la Commissione Parlamentare Antimafia tra qualche giorno andra’ a Palermo a dimostrazione che sulle stragi e sulle responsabilita’ delle stesse non e’stata posta alcuna pietra tombale, come qualcuno si augurava. Noi vogliamo verita’ e giustizia su quella stagione e sui responsabili della trattativa con la mafia e finche’ non si accertera’ chi ha voluto la morte di Paolo Borsellino, nessuno potra’ costruire in Italia un futuro degno di questo nome. E chi, in Parlamento -conclude Granata – rappresenta il popolo italiano e vuole esserne degno non definisca mai piu’ eroe un volgare e sanguinario capomafia”

Le contraddizioni interne alle destre del malgoverno sembrano esplodere una dopo l’altra in questi giorni.

La sentenza d’Appello Dell’Utri ha condannato il senatore a 7 anni di galera( leggi qui il post sulla sentenza), dichiarandolo mafioso ma solo fino al 1992, poi si sarebbe redento. Tutto ciò stona con la storia di questo paese, ma evidentemente i giudici non hanno voluto considerare le testimonianze successive alla sentenza di primo grado.

Come tutti sanno è questo il fasciscolo che fa perdere il sonno e la ragione al nostro pagliaccio di Arcore ( leggi qui ) perchè concerne l’origine di Forza Italia negli anni in cui la mafia con le stragi di Riina, lanciava segnali al mondo politico.

Ma leggeremo le motivazioni per capire come mai in Appello certe circostanze non hanno trovato riscontro.

Cetto è che nel mondo berlusconico è un via vai di coltellate e risse sempre progressivamente più deflagranti, come se il vecchio padre fascista di questo governo e di Berlusconi , Licio Gelli, conoscesse anche la data di scadenza di questo indigeribile prodotto chiamato Berlusconi.

Prima Bertolaso, poi Lunardi ed ora Brancher, per non dire di Scaloja, Cosentino e Di Gerolamo: sono i cognomi della corruzione e della mafia che stanno squassando dall’interno il governo più delinquenziale della storia d’Europa.

Avrei preferito e preferirei tutt’ora che i motivi di dissenso economico fossero prevalenti, basti pensare al contratto modello di Pomigliano, all’aumento delle tasse vertiginoso, alle centomila contraddizioni economiche di questa crisi.

Sembra invece che i motivi interni e giudiziari siano ancor più determinanti  e lo yogurt berlusconi sia ormai un prodotto a scadenza breve, forse questa estate stessa.

Prepariamoci.

Alfonso

Published in: on 30 giugno 2010 at 17:51  Comments (2)  
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